ROMA – In una nazione assetata di meritocrazia e storie di successo, giunge finalmente una notizia in grado di riconciliarci con il sistema: Angelo Izzo, noto pioniere nel campo della criminologia applicata e autore del celeberrimo “massacro del Circeo”, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza. Un traguardo accademico che dimostra, una volta per tutte, che con l’impegno e la dedizione nessun obiettivo è precluso. Nemmeno se parti da due ergastoli.
La cerimonia, svoltasi nella quiete del carcere di Velletri, ha visto l’imputato, pardon, il dottore, discutere una tesi il cui titolo non è stato reso noto, ma che si presume possa essere qualcosa come “Tecniche avanzate di interrogatorio: un approccio pratico” o “Il concetto di pena: prospettive dall’interno”. È la vittoria del principio rieducativo della pena, un successo così lampante da accecare. Il sistema ha funzionato: ha preso un criminale e lo ha trasformato in un esperto delle leggi che ha così creativamente infranto.
Un Curriculum Ineguagliabile
Il neolaureato porta con sé un bagaglio di esperienze sul campo che nessun altro collega potrà mai vantare. Anni di studio non solo sui codici, ma sulla loro applicazione diretta, testando i limiti della crudeltà umana e, di conseguenza, del diritto penale. È un curriculum che parla da solo. Izzo stesso, con ammirevole lucidità, ha definito il pentimento pubblico “una baracconata volta a lucrare benefici”, dimostrando una comprensione del sistema giudiziario e mediatico che molti avvocati possono solo invidiare.
Questa laurea non è uno scandalo, è un’ispirazione. È la prova che il nostro sistema universitario è davvero aperto a tutti, senza pregiudizi. Offre una seconda, terza, o anche quarta possibilità. Izzo ha rifiutato l’etichetta di “mostro”, affermando che esistono solo “uomini che possono compiere atti mostruosi”. E ora, uno di questi uomini è anche un dottore in legge, pronto a offrire consulenze. Probabilmente pro bono, data la sua conclamata avversione a “lucrare benefici”.
Ci uniamo alle congratulazioni, in attesa della sua iscrizione all’albo. Finalmente, un avvocato che sa davvero di cosa parla. Dalla parte del torto, naturalmente.
(Fonte della notizia reale: Adnkronos, 15 ottobre 2025)
