Home Intrattenimento e opinione Satira Il Caffè Corretto del 27.07.2025 ☕️😖

Il Caffè Corretto del 27.07.2025 ☕️😖

Benvenuti al Caffè Corretto, la rassegna stampa che non teme di mescolare sacro e profano. Oggi analizziamo l'impegno dell'Italia a finanziare la NATO con la creatività di un contabile disperato, le nozze faraoniche di Jeff Bezos che trasformano Venezia in un feudo privato e la commovente dipartita simultanea di cultura alta e bassa. Una dose di caustica verità per capire il mondo, senza additivi.

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Mentre un miliardario affitta Venezia, l'Italia piange contemporaneamente la sua cultura alta e quella bassa.

POLITICA INTERNA

Terzo mandato: la poltrona è per sempre, o quasi. La commedia dell’arte della politica italiana

In un Paese dove l’eternità è un concetto applicato più alle carriere politiche che ai contratti di lavoro, la Lega ha tentato per la quinta volta di santificare il diritto divino dei suoi governatori a un terzo mandato. E per la quinta volta, la proposta è stata respinta in Commissione Affari Costituzionali del Senato. La notizia non è il fallimento, ormai un rituale più prevedibile del sorgere del sole, ma il modo in cui è avvenuto. Con 15 voti contrari e solo 5 favorevoli, il colpo di grazia è arrivato non dall’opposizione, ma dall’alleato di governo Fratelli d’Italia, che ha scelto la via di una pilatesca astensione. Il ministro leghista Calderoli si è detto “amareggiato”, un eufemismo per descrivere la sensazione di essere stati accoltellati in un vicolo buio da un amico che ti sorride. Non si tratta, ovviamente, di una nobile difesa dei principi democratici. È una mossa da manuale del potere: Giorgia Meloni, indebolendo i satrapi regionali della Lega (come Zaia in Veneto), consolida il proprio primato, centralizzando il potere a Roma. Un capolavoro di cinismo politico mascherato da rispetto per le istituzioni. Applausi.

CONI: cambiare tutto per non cambiare niente, versione sportiva

Con un’elezione che ha tenuto l’Italia con il fiato sospeso per circa tre minuti, Luciano Buonfiglio è il nuovo presidente del CONI. Succede a Giovanni Malagò, di cui era il fedele vicepresidente e candidato designato. Con 47 voti contro i 34 dello sfidante, Buonfiglio ha trionfato promettendo di evitare “scossoni” e di proseguire sulla strada tracciata. In pratica, una rivoluzione all’insegna della continuità più assoluta. La sua elezione è stata salutata dalla stampa come una “sconfitta per mezzo governo”, che evidentemente puntava su altri cavalli. Il nuovo presidente, nelle sue prime dichiarazioni, ha tenuto a precisare di essere “il rappresentante dello sport” e non “di una parte politica”, una frecciatina elegante a chi sperava di mettere le mani sul comitato olimpico. È la versione sportiva del “Gattopardo”: si cambia il nome sulla porta dell’ufficio perché nulla cambi davvero al suo interno. Un meccanismo perfetto che dimostra come, in Italia, la vera medaglia d’oro sia sempre quella della conservazione del potere.

Contratto Scuola: l’appuntamento fiscale con la storia (che non arriva mai)

Come la cometa di Halley, torna a farsi vivo un evento astronomico di rara prevedibilità: un nuovo incontro all’ARAN per il rinnovo del contratto della scuola. La particolarità? Siamo a metà del 2025 e si discute del contratto 2022-2024. Mentre i sindacati, con l’entusiasmo di chi crede ancora a Babbo Natale, parlano di buoni pasto e allineamento agli stipendi europei, lo Stato porta a casa l’ennesimo capolavoro di finanza pubblica. Non si tratta di semplice inefficienza burocratica, ma di una raffinata strategia fiscale. Ritardando per anni gli adeguamenti dovuti per legge, il Tesoro si assicura di fatto un prestito a tasso zero da centinaia di migliaia di dipendenti pubblici. Quando gli arretrati finalmente arriveranno, l’inflazione se ne sarà già mangiata una fetta consistente. È un sistema geniale, un pilastro invisibile del nostro debito pubblico. E noi che pensavamo fossero solo lenti.

POLITICA ESTERA

Spesa militare al 5%: più cannoni per tutti, e che nessuno si lamenti

In un impeto di generosità e lungimiranza, i leader della NATO, su gentile suggerimento di Donald Trump, hanno deciso che la pace si costruisce con più armi. Molte più armi. L’obiettivo è portare la spesa per la difesa al 5% del PIL entro il 2035. Per l’Italia, significa passare dagli attuali 30 e rotti miliardi a oltre 100 miliardi di euro annui. Una cifra modesta, che sicuramente troveremo tagliando qualche spreco, tipo la sanità o l’istruzione. Per raggiungere il precedente obiettivo del 2%, avevamo già iniziato a usare la fantasia, includendo nel conto le pensioni dei militari e le spese della Guardia di Finanza. Ora servirà un livello di creatività superiore: le buche nelle strade diventeranno “difese anti-carro passive”, le mense scolastiche “centri di supporto logistico tattico” e il Ponte sullo Stretto, ovviamente, una “piattaforma strategica a proiezione di forza”. La sicurezza non ha prezzo, ma a quanto pare ha un costo del 5% del PIL. Pagare e sorridere.

Nozze Bezos: quando il Faraone affitta Venezia e i sudditi protestano

Jeff Bezos, l’uomo che potrebbe comprare l’Italia e usarla come poggiapiedi, ha deciso di celebrare le sue nozze a Venezia, trasformando la laguna in un set privato da decine di milioni di dollari. Mentre jet privati ingolfano gli aeroporti e chef stellati si preparano a sfamare il jet-set, una parte della plebe locale ha osato protestare. Attivisti di Greenpeace e altri comitati hanno esposto striscioni con slogan impertinenti come “Se puoi affittare Venezia, puoi pagare più tasse”. Un’offesa intollerabile per il governatore Zaia, che ha difeso il diritto del miliardario a fare ciò che vuole, lodando l’indotto economico. Nel frattempo, la coppia ha elargito una donazione per la salvaguardia della laguna, un gesto di magnanimità simile a quello di un elefante che, dopo aver calpestato un giardino, lascia una mancia per i fiori. Il feudalesimo 2.0 è servito, con catering di lusso e vista sul canale.

Francia: l’inquietante moda delle punture di massa

La Francia, sempre all’avanguardia nelle tendenze sociali, ne ha lanciata una nuova, particolarmente agghiacciante. Durante la Festa della Musica, almeno 145 persone, in gran parte donne, hanno denunciato di essere state punte con aghi da sconosciuti in mezzo alla folla. La polizia ha effettuato alcuni arresti, ma il movente resta un mistero. Non si tratta necessariamente di “droga dello stupro”, ma di un gesto di violenza tanto gratuito quanto terrificante, forse amplificato da appelli sui social media. In una società sempre più atomizzata e ansiosa, abbiamo superato la fase della comunicazione verbale per passare direttamente all’iniezione non richiesta. È il terrore come forma d’arte, la violenza come passatempo. Un’evoluzione sociale di cui non sentivamo affatto il bisogno.

FINANZA ED ECONOMIA

Miracolo a Milano (e dintorni): le medie imprese italiane battono la Germania

Tenetevi forte: secondo un rapporto di Mediobanca, le medie imprese industriali italiane superano le loro rivali di Germania, Francia e Spagna in termini di produttività. La notizia è talmente sconvolgente da far sospettare un errore di calcolo, un bug nel sistema o, più probabilmente, l’intervento di qualche entità soprannaturale. Che un’azienda italiana possa essere più efficiente di una tedesca va contro ogni legge della fisica e dello stereotipo. Mentre siamo secondi a quelle spagnole per crescita di fatturato e occupazione, il primato sulla produttività ci lascia interdetti. O abbiamo finalmente imparato a lavorare, oppure abbiamo affinato a tal punto l’arte dell’arrangiarsi da renderla un vantaggio competitivo misurabile. In entrambi i casi, è un evento da celebrare. Con cauto scetticismo, ovviamente. Non si sa mai.

BEI, la banca del cittadino (armato): 107 milioni per elicotteri da guerra

La Banca Europea per gli Investimenti (BEI), che uno si immagina impegnata a finanziare piste ciclabili e asili nido, ha deciso di fare la sua parte per la pace nel mondo. Come? Staccando un assegno da 107.5 milioni di euro per l’acquisto di nuovi elicotteri destinati all’Esercito Italiano. Questo finanziamento, si legge, “testimonia il crescente impegno della BEI a sostegno della sicurezza e difesa europea”. È la dimostrazione plastica che l’aumento delle spese militari al 5% del PIL non è un’ipotesi lontana, ma una realtà già in corso di finanziamento con i soldi dei contribuenti europei. Mentre cerchiamo spiccioli per la sanità, la BEI investe in macchine da guerra. Si chiama “autonomia strategica”, ed è il modo elegante per dire che ci stiamo preparando a spendere una fortuna in armamenti.

Shell e BP: il gossip da 80 miliardi che ha fatto tremare le borse

Per un breve, incandescente momento, il mondo della finanza ha creduto a un sogno: la fusione tra i giganti del petrolio Shell e BP. La notizia, lanciata dal Wall Street Journal e subito ripresa da tutti, parlava di trattative iniziali per un accordo colossale. Poi, come in ogni dramma che si rispetti, è arrivata la smentita ufficiale di Shell, che ha negato tutto. Il mercato, che nel frattempo era andato in fibrillazione come un adolescente al primo appuntamento, è tornato alla sua annoiata normalità. L’episodio è una perfetta metafora della finanza moderna: un universo parallelo dove un’indiscrezione non verificata può creare e distruggere miliardi di valore in poche ore, totalmente scollegato dall’economia reale fatta di fabbriche, lavoratori e prodotti. È il trionfo del pettegolezzo sul capitale.

ARTE, CULTURA, SPETTACOLO

Addio Pomodoro, addio Pierino: l’Italia perde contemporaneamente l’arte alta e la commedia bassa

Con un tempismo che sa di beffa cosmica, l’Italia ha perso nello stesso giorno due facce opposte della sua medaglia culturale. Se n’è andato a 99 anni Arnaldo Pomodoro, lo scultore delle celebri sfere di bronzo, l’artista che ha riempito le piazze del mondo con le sue forme potenti e misteriose, simbolo di un’Italia colta e internazionalmente riconosciuta. E se n’è andato a 75 anni Alvaro Vitali, l’eterno Pierino della commedia sexy, l’eroe della barzelletta sporca e della risata grassa, simbolo di un’Italia popolare, caciarona e orgogliosamente provinciale. La contemporanea scomparsa del genio e del guitto ci lascia culturalmente spaesati. Abbiamo perso in un colpo solo la scultura che interroga l’infinito e la pernacchia che sfida il potere. Siamo un Paese orfano, a cui mancheranno in egual misura la profondità del bronzo e la leggerezza del peto.

Meta contro gli scrittori: i robot vincono la causa sul copyright e ora leggono i vostri libri gratis

Una sentenza che farà la storia, soprattutto quella della disoccupazione artistica. Un giudice statunitense ha stabilito che Meta non ha violato il copyright utilizzando migliaia di libri per addestrare il suo modello di intelligenza artificiale Llama. La pratica, secondo la corte, rientra nel cosiddetto “fair use”, un uso legittimo e “trasformativo”. In altre parole, l’IA non ha semplicemente copiato i libri, li ha “letti” per imparare a scrivere. È una vittoria schiacciante per i giganti della tecnologia e un calcio negli stinchi per gli autori, che vedono le loro opere trasformate in materiale didattico gratuito per un algoritmo che, un giorno, scriverà bestseller al posto loro. La creatività umana è stata ufficialmente declassata a dataset. Scrittori, poeti, saggisti di tutto il mondo, unitevi: non avete nulla da perdere, a parte i vostri diritti d’autore.

Il dentista di Asti e il dono dell’anestesia perenne: un processo per lesioni o per eccesso di generosità?

Ad Asti è in corso un processo che solleva interrogativi filosofici profondi. Un dentista è accusato di lesioni colpose per aver provocato un danno permanente al nervo alveolare di un paziente durante un intervento, lasciandolo con una parte del viso perennemente anestetizzata. La Procura e la parte civile parlano di un danno gravissimo. Ma noi, umili osservatori, ci chiediamo: siamo sicuri che sia un danno? In un mondo di dolore, sofferenza e continui fastidi, quest’uomo ha ricevuto il dono della pace sensoriale eterna. Un’anestesia che non svanisce, un silenzio beato che lo proteggerà da futuri mal di denti, afte e sensibilità al freddo. Il paziente ha fatto causa, ma forse avrebbe dovuto inviare un cesto di ringraziamento. Potrebbe essere l’inizio di una nuova frontiera dell’odontoiatria: non curare il dolore, ma abolirlo per sempre. Un genio incompreso, probabilmente.

collage satirico sulla spesa militare italiana per la nato, con un politico che usa un abaco per barattare carri armati con fondi per la sanità.
quando il 5% del pil per la nato deve fare i conti con la realtà, ogni calcolo diventa un’opera d’arte.

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