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giovedì, 5 Febbraio 2026

Controllo Globale: il piano segreto

Il Disegno Inquietante del Controllo Globale

Un’agenda pervasiva di controllo globale si dispiega attraverso iniziative apparentemente slegate, ma che in realtà convergono verso un unico, inquietante orizzonte: la compressione delle libertà individuali e la standardizzazione della società. Si tratta di una metamorfosi silente, orchestrata da consessi sovranazionali che, con il pretesto della sicurezza, della salute pubblica e dello sviluppo economico, stanno erigendo un’architettura di sorveglianza senza precedenti, la cui finalità ultima è la neutralizzazione del dissenso e l’imposizione di un pensiero unico. Questo processo si manifesta in molteplici ambiti della nostra esistenza, dal mondo digitale a quello fisico, erodendo progressivamente la sovranità e la capacità decisionale dei cittadini.

Le Architetture del Controllo Globale Digitale

La frontiera più avanzata di questo controllo globale è senza dubbio quella digitale. Progetti mascherati da tutele, come quelle per i minori, introducono l’obbligo di un’identità digitale per accedere al web, trasformando ogni click in un dato tracciabile. Questa infrastruttura non serve solo a profilare, ma a censurare, riutilizzando tecnologie antiterrorismo per silenziare le opinioni non allineate.

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Parallelamente, un progetto europeo denominato WHAT-IF mira a creare un “gemello digitale” dell’opinione pubblica per testare leggi e messaggi, anticipando e plasmando il consenso delle masse in un agghiacciante laboratorio di ingegneria sociale.

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Dal Biopotere alla Sovranità Territoriale Minata

Il controllo globale si estende al corpo e al territorio. La tessera vaccinale europea si evolve in un passaporto biodigitale permanente, un profilo sanitario dinamico che potrebbe condizionare l’accesso a diritti fondamentali, inaugurando un’era di biosorveglianza programmata.

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Sul piano territoriale, le Zone Economiche Speciali (ZES), presentate come motori di sviluppo, si rivelano enclavi a deregolamentazione selettiva, formattate da organismi come il World Economic Forum per erodere la sovranità locale.

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Infine, operazioni speculative, come quella sull’energia rinnovabile in Sardegna, mostrano come capitali apolidi, talvolta arricchitisi con fondi pubblici destinati ad altri scopi, sfruttino le debolezze normative per depauperare i territori a proprio esclusivo vantaggio.

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