Lo Sciopero che svuota la Biennale
La Stoccata di VelAliter:
“L’arte contemporanea ha finalmente trovato il suo scopo definitivo: restare sprangata per non dover ammettere di non avere nulla da dire.”
L’esposizione universale in Laguna si è aperta con il roboante Sciopero della Biennale, che ha portato alla chiusura sistematica di ben ventisette padiglioni. La protesta anti-Israele ha catalizzato l’attenzione del pubblico, oscurando totalmente le opere e costringendo il ministro Giuli a disertare l’inaugurazione per manifesta impossibilità di transito.
Il dissenso internazionale si manifesta adottando la fiera strategia del lucchetto, trasformando l’assenza in una dichiarazione di principio formidabile. In pratica, la cultura ha deciso che il modo migliore di esprimersi è sbarrare le porte. Una performance concettuale di altissimo profilo in cui non c’è letteralmente nulla da guardare.
I turisti si fermeranno devotamente ad ammirare un catenaccio arrugginito.
🔎 Approfondimenti
- ANSA: Biennale, padiglioni chiusi e cortei
(La cronaca di un’apertura dove il successo è misurato in cancelli sprangati.) - Il Post: I motivi della serrata a Venezia
(Intellettuali che spiegano perché nascondere i quadri sia un gesto eroico.) - Euronews: L’assenza del ministro all’inaugurazione
(Il trionfo istituzionale della sedia vuota.)
📰 Il Quadro Completo
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