🌉 L’incuria istituzionale dietro il crollo sul ponte del Trigno
IL TEATRO DELL’ASSURDO: Il ponte sul fiume Trigno collassa improvvisamente, frantumandosi come grissini scaduti. La manutenzione stradale italiana viene nuovamente derubricata a fastidioso optional dai signori degli appalti, amorevolmente coperti da concessionari abili solo nell’aggiornare le tariffe autostradali.
L’ALIBI ISTITUZIONALE: Le massime autorità competenti accorrono con elicotteri blu sui luoghi del disastro, sbracciandosi nel promettere rigorosissime commissioni d’inchiesta lampo. È il classico collaudato protocollo di scaricabarile ministeriale, formidabile macchina per insabbiare decenni di ispezioni finte redatte da burocrati comodamente in giacca e cravatta nel chiuso dei loro ministeri dorati.
IL CONTO DA PAGARE: Per prevenire efficacemente i disastri futuri, lo Stato impiegherà legioni di avvocati profumatamente pagati per dimostrare matematicamente che l’asfalto si è disintegrato per cause di forza maggiore imprevedibili, e non per mancanza di viti e bulloni. Assisteremo al maestoso e disgustoso balletto dei manager che si auto-assolvono in tribunale, pronti a tagliare allegramente il nastro del prossimo viadotto destinato a cedere tragicamente alle prime piogge autunnali.
Fonte: Web
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